(Roma, 1925 - Pisa, 1991)
L'artista frequenta l'Accademia di Belle Arti di Milano , dove è allievo di Carrà e Funi. Firmatario nel 1946 del manifesto del realismo "Oltre Guernica" insieme a Morlotti e Cassinari.
Dal 1950 al 1953 aderisce al movimento spazialista con Lucio Fontana, Roberto Crippa, Sergio Dangelo, Cesare Peverelli.
La sua pittura a partire dal 1954 acquista caratteri fantastico-surreali, pur mantenendo un'impronta astratta. Seguirà verso la fine degli anni sessanta il cosidetto "Periodo della luce". Nell'arco del tempo la pittura di Gianni Dova rappresenterà un magico incrocio tra surrealismo spazialismo e tachismo, i suoi soggetti avranno forme zoomorfe quasi astratte, nei suoi lavori si scorgono creature spesso indefinite, che emergono con impasti pesanti e colori scuri. Ha partecipato più volte al Salon de Mai di Parigi e alla Biennale di Venezia dove nel 1966 gli è stata dedicata una grande sala personale.
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