Renato Mambor
(Roma, 1936)
Renato Mambor, comincia a dipingere a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, un periodo in cui molta arte confluiva verso l'informale. I suoi lavori invece, si allontanano totalmente da questo tipo di esperienza, diventando protagonista negli anni Sessanta della "Scuola di Piazza del Popolo", quando a Roma si era formata una generazione di artisti e intellettuali, amici e compagni di avventura, che lasciò un'impronta indelebile nella ricerca culturale italiana, che fu anche la risposta italiana, tra metafisica e futurismo, alla Pop Art americana, con artisti quali Schifano, Pascali, Angeli, Festa, Lo Savio. Negli anni Settanta, influenzato dall'amicizia di Paola Pitagora, il suo interesse va gradualmente a focalizzarsi sul teatro e sul corpo, previlegiando inoltre il mezzo fotografico, comincia a lavorare con le “azioni fotografate”, a metà strada tra body art e performance. Ritorna alla pittura negli anni Novanta sviluppando temi della percezione. Le sue opere acquistano una vera e propria dimensione ambientale, nella quale lo spazio è invaso da costruzioni, da progettazioni ove si fondono architettura e figurazione
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