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martedì 5 maggio 2009
SERGIO FERMARIELLO

Sergio Fermariello
( Napoli ,1961)
Sergio Fermariello coltiva il segno come se coltivasse un giardino. La sua è un'opera che potrebbe continuare all'infinito; i guerrieri che affollano la grande tela sembrano forzare i margini per invadere lo spazio. La prima impressione che si riceve dalla sue tele, è quella di un'invasione misteriosa di piccoli esseri armati che risalendo dal fondo della nostra coscienza collettiva ci rammentano che l'aggressività "occultata" , seppure occultata, è sempre lì, pronta ad assumere le forme più varie. Ma la sensazione di inquietudine prodotta da un messaggio simbolico forte si stempera nell'analisi del segno grafico, così vicino ai segni della prima infanzia, ed ecco che la tela riempita di forme essenziali ripetute, ci appare come un ricamo. E' il caso di lavori come "Terrae-motus" del 1990, portato poi in giro per il mondo in quanto donato alla Fondazione omonima, di Lucio Amelio. La Fondazione dispone di una serie di lavori, che vengono spesso spostati per essere inseriti in mostre di vario genere, ed il suo "terrae -motus" ha partecipato, cosa alquanto insolita, ad una mostra sul nudo. Ma, forse proprio la spiegazione, apparentemente forzata e certamente provocatoria, che Fermariello fornisce riguardo all’inserimento di un lavoro come il suo in un contesto dove figurano nudi nel senso più "letterale" (di nomi come Picasso, Magritte, Modigliani, Klimt) può aiutare a comprendere l'importanza enorme che riveste, nel suo lavoro, la ricerca costante e quasi ossessiva della pura traccia del gesto.
Estratto dalla sua pagina Web
lunedì 4 maggio 2009
EVENTI - MOSTRE (Nicola De Luca)
domenica 3 maggio 2009
ALIGHIERO BOETTI
ALIGHIERO BOETTI
(Torino, 1940-Roma, 1994)
Artista autodidatta,influenzato dalla Pop Art, tra i fondatori del movimento "Arte Povera" comunica con materiali comuni, il cartone, il legno, carta e cemento.Intorno agli anni settanta compie numerosi viaggi in Afganistan dove progetta la serie di Arazzi, eseguiti da donne afgane. Gli arazzi di Boetti sono suddivisi in piccoli quadrati con lettere in stampatello maiuscole in diversi colori che formano frasi più o meno lunghe,una sorta di concetti citazioni aforismi con i quali l'autore esprime la sua filosofia di vita, la sua visione del mondo e il senso della sua arte, infatti è convinto che le opere d'arte siano continue sorgenti di parole e di pensieri.
Nel riquadro:
"DIVINE ASTRAZIONI"
arazzo Cm 23 x 23
EVENTI - MOSTRE (Alighiero & Boetti)

Tra qualche giorno si conclude la mostra al MADRE di Napoli
21 febbraio 11 maggio 2009
Alighiero Boetti - Mettere l’Arte al Mondo
a cura di Achille Bonito Oliva
MADRE - Museo d’Arte Donna REgina
Via Settembrini, 79 (zona San Lorenzo) - 80139 Napoli
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-21; sabato e domenica ore 10-24; martedì chiuso
Ingresso:
intero € 7; ridotto € 3,50;
lunedì ingresso libero
Catalogo Electa
www.museomadre.it
PIERO DORAZIO

Piero Dorazio
(Roma , 1927-Todi, 2005)
Piero Dorazio è uno dei più grandi pittori astrattisti del mondo ed ha avuto il grande merito di diffondere questa arte in Italia anche nei periodi culturalmente più difficili .
Nato a Roma nel 1927, già ventenne entra nel gruppo Forma 1 che si opponeva alla cultura provinciale italiana dominata dal realismo socialista. Nel 1948 con Soldati, Consagra, Prampolini, Sottsass e Rogers prepara ed espone alla "Ia Esposizione nazionale d'Arte Astratta" che riunisce per la prima volta i pittori astratti italiani.
Nel 1952 Prampolini invita Dorazio, Perilli, Burri e Guerrini a partecipare alla Biennale di Venezia, l'anno successivo Dorazio tiene la sua prima personale negli Stati Uniti. Tra il 1954 e il 1960 lavora intensamente in Germania e partecipa alla mostra berlinese "Junge Europaische Malerei" e alla seconda edizione di Documenta di Kassel.
Dopo un periodo in cui si è emancipato dalle ultime influenze del post cubismo, ha elaborato un suo segno grafico frenetico e coinvolgente. La sua arte mira all'inizio a creare una fitta texture che possiede una materialità visiva fatta di addensamenti e rarefazioni. Spesso incline al nero, i suoi lavori scandagliano le possibilità non solo del segno, ma anche delle infinite tonalità dalle dalla sovrapposizione dello stesso colore. Successivamente i segni sempre infittiti da una stesura gestuale, si aprono al colore che sia nei pastelli che negli oli sorreggono affascinanti strati di trama percettiva.
Negli anni sessanta continua a lavorare in Germania e egli Stati Uniti, nel 1963 modifica il suo metodo di lavoro realizzando una serie di quadri a bande verticali con colori molto brillanti. Negli anni settanta lavora per numerose scenografie teatrali ed espone alla Quadriennale di Roma, nel 1974 si trasferisce a Todi.
Divenuto ormai uno degli artisti europei più conosciuti e apprezzati, Piero Dorazio ha la soddisfazione nel 1979 di ricevere al Museé d'Art Moderne de la Ville de Paris una vasta antologica che viene successivamente trasferita in vari musei tedeschi e americani. Nel 1988 la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale. Nel 1992 il Kunstverein di Ludwigshafer presenta un'ampia retrospettiva di lavori su carta dal 1946 al 1992, tecnica che l'artista predilige fin dagli esordi e a cui ha dedicato alcuni dei suoi lavori più importanti.
Estratto dal sito d'arte contemporanea in Italia http://www.teknemedia.net
"Lampo I" cm 60 x 40 ( 2003)
sabato 2 maggio 2009
VITO TONGIANI
E' nato a Matteria (Fiume) 1940,da genitori di Massa Carrara. Ha vissuto e lavorato a Parigi, Torino, Massa, Marrakesh e attualmente risiede e lavora a Camaiore (Lu). Pittore e scultore, ha partecipato a importanti rassegne internazionali, tra cui: Nouvelle subjectivité al Festival d'Automne di Parigi e al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles ('76), Biennale di Scultura a Carrara ('81),è stato invitato alla Biennale di Venezia nel 1982 e nel 1995, Artisti Italiani per l'Europa al museo di Metz e De Chirico e le conseguenze post metafisiche all'Arcurial di Parigi ('93), Dal 1989 al 1994 ha realizzato per la Federazione Francese di Tennis, cinque grandi sculture in bronzo collocate a Parigi nello stadio "Roland Garros". La forza dell'immagine a Berlino, La pittura italiana del 1960 al 1980 al Museo di Arte Moderna di Osaka ('96).Nel 1999 ha partecipato alla Quadriennale di Roma.Nel 2004 viene inaugurata la fontana monumentale "Il trionfo di Afrodite" nel centro storico di Massa. Dicembre 2004 il Senato della Repubblica inaugura a Palazzo Madama le sei opere acquistate all'artista. Settembre 2004 il Presidente della Repubblica CARLO AZEGLIO CIAMPI ha inaugurato il monumento posizionato sulla Linea Gotica a Montignoso (MS).Nel 2006 ha realizzato la statua dello scrittore e giornalista Indro Montanelli, collocata nel parco pubblico di via Palestro, a Milano. Ha tenuto personali e ha realizzato sculture monumentali in Italia e in molti Paesi del mondo.
Nel riquadro :
"Malgrado tutto il futuro sarà nostro"
venerdì 1 maggio 2009
EVENTI - MOSTRE (Ugo Nespolo)
Nicola De Luca
Nicola De Luca
(Torre di Ruggiero (CZ), 1953)
"........... In Nicola De Luca le notevoli capacità tecniche, il tratto morbido e deciso ed il gesto pazientemente calibrato ma vitale vanno a coincidere con un’inestimabile sensibilità che sfocia in dolcezza graffiante dando a quei disegni, che da anni infaticabilmente produce, una forza espressiva che raggiunge quella della stessa pittura. Concepiti con una minuziosa attenzione per il dettaglio, i disegni, ricchi di equilibrio formale, raffigurano accattivanti figure femminili, avvolte nel silenzio, rigorosamente racchiuse in una contemporaneità eterna e permanente che ne svela sorprendenti percezioni di verità nascoste. Il suo è un volo notturno che si inoltra nei labirinti dell’essere..........."
Recensione di Francesca Londino tratta dal sito personale dell'artista http://www.nicoladeluca.it/INDEX.html
Momò Calascibetta
(Palermo, 1952)
".........il disegno è stato sempre un nemico che mi tallona da quando ho deciso di fare questo mestiere; mi spiego meglio. Contrariamente a quello che sembra, la mia è una continua battaglia a sfidare me stesso e i miei limiti di disegnatore perché non mi accontento mai, non faccio quasi mai quello che so fare e sfido sempre le mie capacità acquisite nel corso degli anni. Il disegno, benché mi affianchi quasi da sempre, solo in questi ultimi anni ha preso un posto fondamentale nel mio lavoro, ......."
Alberto Saka
ALBERTO SAKA






